A Torino Comics la mostra fotografica “Cosplayers” di Davide de Martis

A Torino Comics quest’anno sarà presente la mostra fotografica Cosplayers a cura di PHOS, centro polifunzionale per la fotografia e le arti visive e promossa da Espereal La mostra, allestita nelle vicinanze del Palco Cosplay nel Padiglione 2, è costituita da 20 scatti suggestivi di cosplayer immortalati nei loro costumi.

Maschera e costume veicoli di trasformazione della propria identità

Perché c’è la necessità di non essere ciò che siamo o di essere ciò che non siamo?

Questa domanda è il filo rosso che lega le opere di Davide De Martis, soprattutto in questo lavoro dove maschera e costume sono per eccellenza veicoli di trasformazione e occultamento della propria identità. Il buio torna a essere il compagno fedele del fotografo, buio come strumento stilistico e simbolico che tanto cela quanto svela i contorni sfuocati di un fenomeno presente, che De Martis cerca di testimoniare, di fissare. È un percorso d’introspezione personale, tanto del fotografo quanto dei soggetti ritratti.

La persona ritratta non è nè la reale nè il personaggio del costume, ma una terza identità, che è la metamorfosi stessa.

In questo percorso l’artista cerca di mostrarci l’impercettibile e rapido spazio intermedio, dove la persona fotografata non è il personaggio del costume, né la persona “reale” della vita quotidiana ma quella terza identità che si prepara alla trasformazione, che è la metamorfosi stessa. Ed eccola che appare, quella terza identità che rende grazie tanto al personaggio quanto alla persona e che merita di essere rappresentata ma non in posa come la consuetudine richiederebbe. Ecco la magia dell’artista, che con rapidità coglie gli effetti di questo processo di rinegoziazione della propria identità individuale, dandogli valore attraverso l’estetica dell’immagine.

Nei cosplayer la maschera è il fulcro di un gesto rituale e di una cultura

In antropologia, la maschera o il costume sono considerati medium importanti per l’espressione del sé, dell’etica dell’identità in contesti in cui generalmente le regole sociali vengono momentaneamente sospese e l’esperienza viene simbolizzata. Nel caso dei Cosplayer la maschera, che è fulcro non solo di un gesto rituale ma di una cultura vera e propria, assume una forte potenzialità: costituisce comunità, relazioni di affezione, esposizione del sé attraverso l’identificazione con un personaggio che non elimina l’identità originale ma anzi la esalta, la potenzia, creando una relazione simbolica tra ciò che le persone scelgono per rappresentarle e ciò che esse sono. In etnografia lo strumento visuale è prezioso, perché facilita restituzione ai soggetti e ci avvicina all’altro. Abbiamo la possibilità di vedere contenuto e forma nello stesso momento e il ritratto con la sua grande capacità di creare intimità ci apre alla curiosità di conoscere, avvicinandoci alla possibilità di comprendere o quanto meno di godere di ciò che i soggetti hanno deciso di mostrarci. Perché questa è la vera bellezza del contatto con l’altro.

Davide De Martis testimonia così un presente che già sta cambiando, ma che ci invita oggi e in futuro a interrogarci sulla genuinità personale dello scegliere la propria identità e sul valore che diamo non solo a ciò che siamo ma anche a ciò che decidiamo di essere.

 

Chi è Davide De Martis

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Il lavoro di Davide De Martis si concentra sul ritratto a partire dal 2010. Il primo progetto, realizzato in Togo e presentato come tesi di Diploma all’Istituto Europeo di Design di Torino, ritrae alcune prostitute della città di Lomè durante i loro momenti di pausa e di vita quotidiana. Nel 2011 lavora a “Party scenes”, una serie di ritratti realizzati nel buio delle discoteche durante particolari feste organizzate da giovani per giovanissimi.

Nel 2012, in occasione della fiera d’arte “The Others” organizzata nell’ex carcere “Le nuove” di Torino, realizza un lavoro di ritratto nel quale i visitatori sono i protagonisti. In questi ritratti l’autore accentua l’estraneità dei visitatori, ripresi nella loro umana dimensione, rispetto alla particolare storia del luogo in cui si trovano.

Con “#socialportraits”, progetto del 2013, inizia il lavoro sulla trasformazione spontanea degli individui e la loro volontà di essere immortalati in pose ed abiti lontani dalla loro identità pubblica. Da questo momento la sua ricerca si focalizza sempre di più sul tema della trasformazione e nel 2012 inizia il progetto “Nuit royale”, una serie di immagini scattate durante diverse feste a tema rinascimentale in ambienti esclusivi.

La serie “Cosplayers”, iniziata nel 2013 e in mostra al centro Phos a partire dal 30 gennaio 2017, é quella che di più rappresenta la sua ricerca. In questo caso la trasmutazione dei soggetti ritratti comprende un’immedesimazione totale in quanto coinvolge parzialmente anche la loro vita quotidiana, riflettendo una volontà ed un desiderio differenti rispetto alle precedenti trasformazioni ritratte dall’autore. L’interesse verso la comunità cosplay italiana deriva dalla passione che nutre verso il mondo dei Manga giapponesi e dei Comics americani.

www.davidedemartis.it

www.photosfotografia.com

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