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LA VERA STORIA DI NOVECENTO
a cura di Torino Comics

La vera storia di Novecento in mostra
La vera storia di Novecento è un recente evento fumettistico che ha fatto incontrare con ottimo risultato un moderno classico della letteratura e i personaggi di casa Disney. Alla base, come si sarà intuito, c'è Novecento, il romanzo, nella forma di monologo teatrale, con cui lo scrittore Alessandro Baricco ha tratteggiato la poetica figura di un immaginario pianista di eccezionale talento, nato su una nave da crociera, dove si esibiva ogni sera in concerto, e mai sceso sulla terraferma. La storia ha già fornito la base per lo splendido film di Giuseppe Tornatore intitolato La leggenda del pianista sull'oceano, e questa nuova rilettura sceneggiata da Tito Faraci e pubblicata per la prima volta su Topolino riesce a ripercorrerne la vicenda conservandone la vena sognante. Come in ogni versione Disney che si rispetti c'è stato il “casting” dei personaggi ai quali attribuire i differenti ruoli: se il capitano della nave è il commissario Basettoni, a Topolino spetta la parte del trombettista dell'orchestra di bordo, nonché miglior amico del pianista Novecento. E chi poteva interpretare il protagonista, stralunato e geniale, se non Pippo? La prima apparizione di Pippo-Novecento è nel pieno di una tempesta, quando Topolino, che sta facendo di tutto per stare in piedi e non cedere al mal di mare, lo vede camminare sul ponte perfettamente tranquillo. Ma il nostro eroe dovrà anche confrontarsi con Jelly Blackspot (Macchia Nera), pianista fenomenale e inventore del Jazz, in una sfida all'ultima nota.

La mostra nasce per celebrare l'evento fumettistico: si potranno vedere i bozzetti, studi originali e le tavole, tra le quali anche una del tutto inedita.


JUDITH PARK
a cura di J Pop

Una esposizione di pannelli della giovane e pluritradotta autrice di origine coreana che presenta alcuni dei suoi lavori.

Judith Park, a soli 23 anni, è una delle autrici di manga piu’ famose fuori dal Giappone.

Con appena tre tankobon e mezzo (Dystopia, Ysquare, Ysquare+ e Luxus) realizzati per la casa editrice tedesca Carlsen, leader europeo del settore, Judith è riuscita a imporsi a livello internazionale, e i suoi lavori sono stati tradotti in Italia, da Jpop, e poi in USA, Francia, Spagna, Russia, Grecia, Corea del Sud.
Nel tempo libero, Judith ama ballare, giocare a badminton e suonare il piano.
Al momento è al lavoro su un nuovo progetto.

http://www.judithpark.com/


ANDREA PAZIENZA. LA VITA LE OPERE
a cura del Centro Fumetto Andrea Pazienza


ANDREA PAZIENZA. LA VITA E LE OPERE
LA MOSTRA BIOGRAFICA ITINERANTE DEL CFAPAZ

A vent'anni dalla scomparsa di Andrea Pazienza, una mostra sulla sua opera assume un significato particolare. Parliamo di un autore che nonostante i pochi anni vissuti ha lasciato una testimonianza importante, che possiamo così ripercorrere in maniera precisa, sintetica e ricca di immagini.
Così si presentava: «Mi chiamo Andrea Michele Vincenzo Ciro Pazienza, ho ventiquattr'anni, sono alto un metro e ottantasei centimetri e peso settantacinque chili. Sono nato a San Benedetto del Tronto, mio padre è pugliese, ho un fratello e una sorella di ventidue e quindici anni. Disegno da quando avevo diciotto mesi, so disegnare qualsiasi cosa in qualunque modo. Da undici anni vivo solo. Ho fatto il liceo artistico, una decina di personali, e nel '74 sono divenuto socio di una galleria d'arte a Pescara: "Convergenze", centro d'incontro e di informazione, laboratorio comune d'arte. Sempre nel '74 sono sul Bolaffi. Dal '75 vivo a Bologna. Sono stato tesserato dal '71 al '73 ai marxisti-leninisti (...). Dal '76 pubblico su alcune riviste. Disegno poco e controvoglia. Sono comproprietario del mensile Frigidaire. Mio padre, anche lui svogliatissimo, è il più notevole acquerellista ch'io conosca. Amo gli animali, ma non sopporto di accudirli. Morirò il 6 gennaio 1984».
Questa breve autobiografia mette bene in luce, tra il serio e il faceto, il lato narcisistico di un autore pienamente consapevole delle proprie capacità e dell'ammirazione che suscitava il vederlo all'opera. La padronanza tecnica, la mostruosa capacità di trattare il colore, le non comuni doti comunicative e la sua capacità di tratteggiare così efficacemente i giovani e il loro mondo, hanno reso Andrea Pazienza uno degli autori più apprezzati del fumetto italiano, che la cui opera ed eredità il Centro Fumetto Andrea Pazienza si impegna a valorizzare e divulgare.

Approda anche a Torino Comics la mostra biografica sulla vita e le opere di Andrea Pazienza.


PREMIO PIETRO MICCIA
a cura di Anonima Fumetti

Premio Pietro Miccia 2008
Ci sono cose che cambiano, altre invece restano. Magari sono le migliori proprio per questo, anche se non è detto. Nel caso del Premio Pietro Miccia, che sia bello o brutto dipende un po' da voi che scegliete di prendervi parte con i vostri lavori. Il 2007 ha visto la consueta partecipazione di aspiranti autori, che si sono messi in gioco sul tema dei confini, legato all'unione di quell'edizione di Torino Comics con la Fiera Internazionale del Libro, che aveva scelto l'argomento come fulcro centrale. La giuria di esperti ha fatto la sua scelta, qualcuno si è classificato, qualcuno è stato escluso, in molti hanno superato la prima selezione guadagnandosi l'esposizione in fiera. Con l'undicesima edizione il Premio Pietro Miccia è ripartito invece da un argomento meno astratto, ma altrettanto in grado di fare filo da torcere ai giovani autori che sceglievano di cimentarvisi. Il nemico della lettura, il sostituto del caminetto, il grande fratello, chiamatela come volete: sempre di televisione si tratta, nel bene e nel male. Nel suo piccolo, il richiamo era al programma dello speciale editori di Torino Comics, lo scorso maggio nell'ambito della Fiera del Libro, che ha infatti promosso un divertente show di Guido De Maria e Giancarlo Governi, creatori di Supergulp, il programma televisivo che portò per primo i fumetti in tv. Ma l'incontro non era certo un limite per il concorso: i partecipanti hanno potuto giocare liberamente con la “scatola magica”, traendone fuori sogni e incubi. E ancora una volta, alla faccia di un'espressione che può apparire banale, vinca il migliore!

ATROX E ANSER
a cura di Q Press

In mostra i due nuovi personaggi "made in Q Press"

ATROX "Zero" (Sanremo 1960)
di Giuseppe Peruzzo e Giorgio Bellasio

Cosa sarebbe successo se nella vera Italia degli anni Sessanta fosse esistito un inafferrabile criminale, capace di azioni efferate, inaudite? Atrox nasce da questa domanda, e si sviluppa con risultati inattesi e sconvolgenti.
È il 1960, e il giovane uomo che sarà conosciuto come Atrox arriva a Sanremo, deciso, da più motivi, palesi e torbidi, al suo primo crimine...
Un noir inconsueto come può esserlo la realtà, quotidiano e teso al tempo stesso. Il ritratto preciso e avvincente di un¹epoca irripetibile. E la rivisitazione sorprendente di una delle forme massime del fumetto italiano.

ANSER: "Il Caporalissimo"
di Giuseppe Peruzzo e Armin Barducci

In un futuro prossimo, quando l¹umanità si sarà autodistrutta, saranno alcune specie di
pennuti a dominare il pianeta...
In uno scenario da dopobomba, dal quale l¹uomo è scomparso nel tentativo di manipolare ogni risorsa disponibile, Anser viaggia, arco in spalla, con il padre Anserius e il figlio Hans, incontrando vari gruppi di pennuti antropoformi, tutti diversamente evoluti e organizzati.
Nel primo libro Anser si scontra con i polli: sono inquadrati in una rigida gerarchia militare, in testa alla quale è l¹inarrivabile Caporalissimo.
Il grande, indistruttibile nemico è l¹ultima eredità lasciata dall¹uomo, e per tentare di bloccarlo occorrono kamikaze a getto continuo...
L¹esordio di una serie epica, grottesca, memorabile!

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