Il Novecento e i mass media hanno fatto perdere il significato alla parola artista. Mentre in origine – e pensiamo a periodi storici come il nostro Rinascimento – potevano fregiarsi dell'appellativo di Artista solo personalità di indubbio valore come Leonardo Da Vinci, oggi si tende ad abusare della parola concedendola a chiunque abbia a che fare con mestieri creativi. Forse la colpa è anche dell'inglese, che per convenzione linguistica chiama “artist” tutti i disegnatori di fumetti.
Ma c'è differenza tra un valido illustratore, per bravo che sia, e qualcuno in grado di far danzare le proprie mani su una qualsiasi superficie, con qualsiasi strumento, matita, pennello o penna (oppure le sole dita), e in pochi attimi far comparire sulla superficie citata un'immagine in grado di trasmettere a chi guarda un'immediata emozione.
Chi appartiene a questa categoria è decisamente un artista. E se qualcuno ha visto Massimiliano Frezzato in azione a una fiera del fumetto, intento a realizzare dediche in pieno estro da demiurgo, non ha dubbio che lui appartenga alla categoria.
Ma a differenza di De Gregori, “per brevità chiamato artista”, se con Frezzato si tira in ballo la brevità, il nome di battaglia è senza dubbio “Frezz”. Uno dei più immaginativi talenti del fumetto italiano, amatissimo anche nella patria delle nuvolette, la Francia, sarà graditissimo ospite a Torino Comics & Games 2009 in tutto il suo genio e sregolatezza.